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    Davos ridisegna le priorità di super ricchi e politici

    22/1/2026
    Il World Economic Forum di Davos mette in evidenza una crescente frattura tra finanza globale, politica e società. Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock, riconosce apertamente il rischio che il capitalismo perda legittimazione politica ed etica se non tornerà a essere percepito come strumento di mobilità sociale. Fink sottolinea la necessità di integrare ampie fasce della popolazione nel nuovo ciclo economico per evitare un'esplosione del dissenso sociale. A rafforzare il quadro, un sondaggio di Survation per Patriotic Millionaires International rivela che sei milionari su dieci nei Paesi G20 giudicano negativamente l'impatto della presidenza Trump sulla stabilità economica globale. Una lettera aperta firmata da quasi 400 milionari e miliardari chiede ai leader mondiali maggiore tassazione dei super ricchi per contrastare l'eccessiva concentrazione di ricchezza. Il commento è di Riccardo Monti, Presidente del Gruppo Triboo e imprenditore e di Andrea Illy, presidente di Illycaffè.
    Federvini, voto sul Mercosur rischia di frenare opportunità per l'export italiano
    Il presidente di Federvini Giacomo Ponti esprime forte rammarico per il voto del Parlamento europeo che chiede un parere alla Corte di Giustizia Ue sull'accordo Mercosur. Secondo Ponti, il ricorso rischia di congelare l'intesa per oltre un anno, privando le imprese italiane ed europee di uno strumento cruciale di competitività in una fase di forte instabilità globale. L'accordo Mercosur viene definito una grande opportunità di sviluppo per l'export e per la crescita industriale. Federvini auspica un rapido superamento dell'impasse attraverso il dialogo tra Parlamento, Consiglio e Commissione, per arrivare all'applicazione dell'accordo. Analizziamo il tema con Giacomo Ponti, presidente Federvini.
    Davos tra retromarcia 'Taco' e Board of Peace
    Dal palco di Davos, il presidente Usa Donald Trump attenua la minaccia immediata di nuovi dazi nel contesto della disputa sulla Groenlandia, lasciando emergere un'intesa quadro ancora da definire nei dettagli. Secondo indiscrezioni riportate dal New York Times, nei colloqui sarebbe stata discussa una possibile soluzione territoriale limitata che consentirebbe agli Stati Uniti di esercitare una forma di sovranità su aree strategiche della Groenlandia per basi militari. Nel frattempo, l'ambasciatore Usa presso l'Ue Andy Puzder sollecita l'Europarlamento ad approvare rapidamente l'accordo sui dazi Usa-Ue, accusando l'Europa di alimentare instabilità per motivi politici. A Davos Trump ha inoltre firmato lo Statuto del Board of Peace, rendendolo operativo come organizzazione internazionale, con l'adesione di una ventina di Paesi, tra cui Ungheria e Argentina, ma senza la presenza dei principali alleati occidentali degli Stati Uniti. Ne parliamo con Gianluca Di Donfrancesco, Il Sole 24 Ore.
  • Focus economia

    Al via il secondo giorno del WEF a Davos

    21/1/2026
    Si apre la seconda giornata del World Economic Forum di Davos, che riunisce circa 3.000 partecipanti da 130 Paesi, tra cui 65 capi di Stato e di governo e 850 leader dell'economia globale. Donald Trump è intervenuto per la prima volta dopo sei anni, con un discorso segnato da toni duri verso l'Europa. Sulla Groenlandia ha escluso l'uso della forza, chiedendo però l'avvio immediato di negoziati e avvertendo che "si ricorderà" di chi si opporrà. Ha poi affrontato i rapporti transatlantici, rilanciando provocazioni verso la Francia, annunciando un incontro con il presidente ucraino Zelensky e difendendo l'uso dei dazi come strumenti punitivi. Sulla NATO ha ribadito l'adesione degli Stati Uniti, esprimendo però dubbi sulla reciprocità dell'impegno europeo. Trump è arrivato con una delegazione particolarmente ampia, che include il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent, il responsabile del Commercio Howard Lutnick e l'inviato speciale Steve Witkoff: secondo il presidente del WEF Børge Brende, la più consistente degli ultimi anni.
    Il Forum si svolge in un clima profondamente diverso rispetto al passato: i temi "woke", come diversità e inclusione, sono stati di fatto marginalizzati, riflettendo una crescente polarizzazione globale e la competizione tra grandi potenze, riassunta dal tema ufficiale A Spirit of Dialogue. È inoltre il primo Davos senza Klaus Schwab alla guida: dopo le sue dimissioni, la governance è passata a una leadership ad interim con Larry Fink e André Hoffmann, mentre Brende ricopre il ruolo di presidente e amministratore delegato.
    Nessun aggiornamento sulla presenza della premier Giorgia Meloni, che sta valutando l'invito di Trump a entrare nel Board of Peace per Gaza; tra le ipotesi, una partecipazione al summit senza firmare immediatamente la carta istitutiva. Approfondiamo il tutto con: Gianluca Di Donfrancesco, Il Sole 24 Ore e con Marco Magnani, Professore di International Economics, LUISS Guido Carli.
    Passa il blitz al PE contro il Mercosur, l'accordo va alla Corte UE
    Il Parlamento europeo ha deciso di chiedere alla Corte di Giustizia dell'Unione europea un parere giuridico sull'accordo di partenariato tra UE e Mercosur, firmato dopo oltre 25 anni di negoziati. La mozione è stata approvata con una maggioranza risicatissima e sostenuta da sinistra, verdi e liberali. Il ricorso alla Corte non blocca l'applicazione provvisoria dell'accordo, già decisa dal Consiglio, che scatterà però solo dopo la ratifica da parte di almeno uno dei quattro Paesi coinvolti: Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay.
    La richiesta di parere giuridico viene letta da molti come un tentativo politico di indebolire l'intesa, che punta a rafforzare l'influenza economica europea in Sud America in un contesto di crescenti tensioni globali. Mentre il mondo industriale guarda con favore alle nuove opportunità commerciali, il settore agricolo europeo esprime forti preoccupazioni. Una seconda mozione, presentata dai partiti di destra con lo stesso obiettivo, è stata invece bocciata. La decisione del Parlamento rinvia di fatto il voto di ratifica, inizialmente previsto tra febbraio e aprile. Esponenti della sinistra e dei verdi hanno rivendicato il risultato come una vittoria politica e una riaffermazione del ruolo dello Stato di diritto a livello europeo. Ne discutiamo con Adriana Cerretelli, editorialista Il Sole 24 Ore - Bruxelles.
  • Focus economia

    L'America invade (anche) Davos

    20/1/2026
    Il ritorno in presenza di Donald Trump al World Economic Forum segna una svolta per Davos 2026, dominata dalla politica statunitense e dalla più ampia delegazione Usa degli ultimi anni. Con Trump arrivano figure chiave dell'amministrazione, trasformando il Forum in uno snodo centrale del confronto geopolitico. Il presidente rilancerà anche temi di politica interna, mentre la tradizionale agenda "woke" esce dai panel principali. È il primo Davos senza Klaus Schwab, con una nuova governance guidata da Larry Fink e Børge Brende. La premier Meloni parteciperà solo a un Consiglio sulla pace in Palestina, senza prendere parte al Forum. Ci colleghiamo con Gianluca Di Donfrancesco, Il Sole 24 Ore.
    Un anno di Trump bis, un anno di dazi
    Il 2025 doveva segnare la svolta protezionista americana con dazi, svalutazione del dollaro e riduzione del deficit commerciale. Ma i dati raccontano altro: il commercio globale è cresciuto oltre il 6%, trainato soprattutto dai servizi. Nessuna de-globalizzazione, ma una riorganizzazione delle catene del valore. Le politiche di Trump non hanno fermato gli scambi internazionali né invertito la globalizzazione, smentendo le previsioni più pessimistiche. Interviene: Alberto Forchielli, imprenditore, Partner Fondatore di Mindful Capital Partners ed editorialista del Sole 24 Ore.
    Fisco, parte la corsa per la rottamazione delle vecchie cartelle
    Al via la rottamazione quinquies per sanare fino a 13 miliardi di vecchi debiti fiscali. Le domande vanno presentate online entro il 21 gennaio, con scadenza decisiva il 30 aprile. La misura riguarda i carichi affidati all'Agenzia delle Entrate Riscossione dal 2000 al 2023 e consente di pagare senza sanzioni e interessi, anche in un piano fino a 54 rate bimestrali su nove anni. Le novità operative e i dettagli saranno approfonditi a Telefisco il 5 febbraio. Interviene Jean Marie Del Bo, vicedirettore Il Sole 24 Ore.
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    Nuova guerra tariffaria per la Groenlandia

    19/1/2026
    Gli Stati Uniti hanno annunciato nuovi dazi contro otto Paesi europei che hanno rafforzato la presenza militare in Groenlandia: tariffe del 10% dal 1° febbraio, destinate a salire al 25% da giugno, come strumento di pressione per ottenere la cessione del territorio dalla Danimarca a Washington. Francia e Svezia hanno respinto il ricatto, mentre il Parlamento europeo ha reagito bloccando la ratifica dell'accordo commerciale Ue-Usa siglato nel 2025. Secondo il Financial Times, Bruxelles valuta contromisure per 93 miliardi di euro o restrizioni all'accesso delle imprese americane al mercato europeo, inclusa l'attivazione dello strumento anti-coercizione. Intanto la Danimarca ha smentito l'esistenza di minacce imminenti da Russia e Cina, contestando la narrativa di Trump, che ha ulteriormente rilanciato lo scontro con dichiarazioni aggressive rivolte agli alleati Nato. Interviene Adriana Cerretelli, editorialista Sole 24 Ore Bruxelles
    La Schizofrenia dei mercati tra i dazi di Trump e i record Europei
    L'inizio del 2026 mostra mercati finanziari apparentemente indifferenti a un cambio di regime profondo: dal commercio globale imperfetto a un mercantilismo esplicito, in cui i dazi diventano leva geopolitica. Nonostante le tensioni legate alla Groenlandia, la reazione degli investitori è stata contenuta: leggere correzioni azionarie, euro stabile e movimenti moderati dei beni rifugio. Paradossalmente, mentre il quadro politico europeo si fa più fragile, le borse del continente corrono: lo Stoxx 600 segna una lunga serie di rialzi e sovraperforma nettamente Wall Street, trainato da settori ciclici, difesa e "old economy". Al tempo stesso, il forte afflusso verso oro e argento segnala un'esigenza di copertura contro l'instabilità, indicando che gli investitori cercano protezione più che rendimento in uno scenario di crescente incertezza strutturale. Il commento è di Lorenzo Codogno, Visiting professor alla London School of Economics e al College of Europe
    Non solo dazi, la UE dopo il Mercosur guarda all'India, la Cina al Canada
    Il World Economic Forum di Davos si apre in un contesto segnato da tensioni geopolitiche e dalla ricerca di nuove rotte commerciali alternative ai dazi americani. L'Unione europea accelera sul fronte degli accordi: dopo la storica intesa con il Mercosur, guarda all'India come partner strategico, con l'obiettivo di chiudere un accordo di libero scambio entro gennaio. La missione del cancelliere tedesco Merz a New Delhi conferma questo orientamento, anche se alcuni dossier industriali restano aperti. Parallelamente, la Cina ha siglato un accordo con il Canada per normalizzare i rapporti commerciali, riducendo dazi su veicoli elettrici e prodotti agricoli, segnando un raffreddamento delle tensioni e una diversificazione delle alleanze commerciali globali in risposta al nuovo protezionismo statunitense. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com
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    Milano città da ricchi con il più alto tasso di milionari al mondo

    16/1/2026
    A Milano ogni 12 abitanti iscritti all anagrafe, compresi anziani e neonati, c è un milionario, ossia una persona con un portafoglio liquido almeno a sei zeri, al netto di patrimoni immobiliari. A New York il rapporto è di uno ogni 22, a Londra uno ogni 41. Ma dietro ai primati si fanno più marcate le disuguaglianze.
    Il capoluogo lombardo è infatti ai vertici della classifica di Henley&Partners (rapporto annuale sui migranti da paradisi), non tanto nei numeri assoluti (undicesima città al mondo per residenti milionari a sei e sette zeri di pura liquidità immobili esclusi, diciannovesima in quella dei centimilionari) ma soprattutto sale sul podio nel rapporto tra residenti e ricchi o ricchissimi. A Milano ogni 12 abitanti iscritti all anagrafe, compresi anziani e neonati, c è un milionario - nell accezione di una persona con un portafoglio liquido almeno a sei zeri, al netto di patrimoni immobiliari - quando nella capitale della finanza mondiale, New York City, il rapporto è di uno ogni 22, a Londra uno ogni 41, a Roma uno ogni 54. La stessa Parigi nello stretto intra muros (solo 2,14 milioni di abitanti) conta un milionario ogni 14 residenti. Ancora più suggestiva è l analisi dell indice tra centimilionari (almeno 100 milioni di dollari liquidi in portafoglio) che a Milano oggi sono 182, per intenderci quasi gli stessi del Principato di Monaco (192), più dell intero cantone di Zurigo, più di Miami e anche di Mosca. Ma, soprattutto, in questo special ranking, Milano insieme con Dubai e Miami è l unica città del gruppo di testa ad essere contraddistinta dalla previsione di «alta crescita» per i nuovi potenziali arrivi. Ne parliamo con Aldo Bonomi, direttore Consorzio Aaster.

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Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa.
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