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  • Educare con calma

    269. Infanzia e preadolescenza si somigliano | con Giada Vettorato

    15/05/2026 | 13 mins.
    In questo episodio di Educare con calma vi accompagno ad osservare la fase della preadolescenza con una lente che può aiutarci a riconoscerla per ciò che è davvero e a navigarla con più strumenti.
    Lo faccio offrendovi un frammento di una diretta su La Tela con Giada Vettorato, la nostra persona di riferimento per la preadolescenza e l’adolescenza.
    Esploriamo la somiglianza di questa fase con i primi anni dell'infanzia – e quindi anche la somiglianza degli strumenti che possiamo portare nella relazione. In entrambe queste fasi, infatti, si osservano dinamiche molto simili: una forte disregolazione emotiva, una spinta marcata all’autonomia («voglio fare da solǝ») e l'uso del corpo come strumento per esplorare il mondo.
    Parliamo anche di insoddisfazione corporea, un’altra caratteristica frequente di questa età, legata a quella che viene definita «goffaggine neurale» e ai profondi cambiamenti fisici – spesso amplificati dall’esposizione ai media e agli standard estetici.
    In questa fase, il ruolo dell’adulto può diventare quello di una vera e propria «corteccia prefrontale esterna»: una metafora potente che Giada ci ha regalato durante la diretta, e che racconta bene cosa significa esserci come guida, mentre alcune competenze sono ancora in costruzione.

    :: I punti salienti dell'episodio
    00:00 Introduzione e benvenuto
    05:05 Similitudini tra infanzia e preadolescenza
    06:00 Disregolazione emotiva
    06:22 Autonomia e corpo
    07:50 Insoddisfazione corporea  
    08:40 Media e standard estetici
    09:20 Accogliere senza minimizzare
    10:30 La favola egocentrica
    10:55 Adulto come «corteccia prefrontale esterna»
    11:19 Granchietti senza corazza
    12:19 Chiusura e saluti
    :: Potete trovare Giada:
    su La Tela (nel ⁠servizio 1-a-1⁠ e in tanti contenuti);
    sul suo ⁠sito⁠;
    sul suo ⁠podcast⁠;
    su ⁠Instagram⁠.
    Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca. 
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  • Educare con calma

    268. Crisi dei bambini: non è loro che dobbiamo gestire

    08/05/2026 | 13 mins.
    In questo episodio di Educare con calma parlo di una fatica comune per molti genitori: anche quando conosciamo gli strumenti o sappiamo cosa sarebbe utile fare durante una crisi, spesso non riusciamo comunque a metterlo in pratica – soprattutto quando siamo stanchi o sopraffatti.
    Parto da qui – e da un mio aneddoto in una crisi di Oliver ed Emily – per condividere due aspetti fondamentali (e spesso tralasciati) che possono aiutare a colmare la distanza tra ciò che sappiamo e ciò che scegliamo di fare in questi momenti.
    Il primo è fermarci ad aiutare prima noi stessǝ, mentre i nostri figli sono in crisi. Imparare a riconoscere e gestire la nostra disregolazione è un passaggio importante, senza il quale nessuno strumento può funzionare davvero. 
    Questo comporta anche accettare e accogliere il fatto che, quando non riusciamo ad agire come il genitore che vorremmo essere, non significa aver fallito, ma essere (ancora) in un processo di apprendimento. E che imparare, anche da adulti, richiede tempo e pratica.
    Il secondo aspetto importante è allenarci a riconoscere i momenti in cui riusciamo ad agire in linea con i nostri valori, invece che in risposta automatica a ciò che succede. 
    Siamo spesso abituatǝ a notare soprattutto ciò che manca o in cui fatichiamo, e a dare poco spazio a ciò che sta già cambiando dentro di noi. Imparare a spostare anche solo un po’ questo sguardo può fare una differenza concreta nel modo in cui ci percepiamo e in cui ci muoviamo nelle nostre relazioni.
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  • Educare con calma

    267. Il digitale è come un ospite | con Giulia Dall’Aglio

    01/05/2026 | 7 mins.
    In questo episodio di Educare con calma proviamo a guardare alla tecnologia con uno sguardo un pò diverso dal solito: lo faccio condividendo con voi un estratto di una diretta con Giulia Dall’Aglio, la nostra persona di riferimento per il benessere digitale.
    Giulia parte da un’immagine metaforica che mi è piaciuta tantissimo: quella del digitale come un «ospite» che entra nelle nostre case. Un ospite spesso piacevole e capace di offrirci tante opportunità, ma che allo stesso tempo ha bisogno di essere accolto con consapevolezza.
    Riflettiamo quindi su cosa significa portare il digitale in famiglia: come definire regole e confini e come accompagnare nostrǝ figliǝ e noi stessǝ in un uso più intenzionale.
    Possiamo allenarci a rimettere in discussione il nostro rapporto con la tecnologia: se basiamo tutto su controllo e divieti, diventa difficile educare davvero all’equilibrio digitale. Invece, una posizione più aperta e consapevole ci aiuta a scegliere con intenzionalità ciò che entra nel spazio digitale di famiglia.

    :: I punti salienti dell’episodio:
    00:00 Introduzione e benvenuto
    03:27 Tecnologia come scelta
    04:17 Gestire gli schermi in famiglia
    04:36 L’ospite che entra in casa
    05:33 Chiusura e riflessione finale

    :: Potete trovare Giulia:
    su La Tela (nel servizio 1-a-1 e in tanti contenuti);
    sul suo sito;
    sul suo podcast;
    su Instagram.

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  • Educare con calma

    266. Accogliere una persona au pair: le esperienze delle «nostre» persone (+ una risorsa bonus)

    24/04/2026 | 48 mins.
    In questo episodio di Educare con calma parlo dell'esperienza di accogliere una persona au pair (ragazzǝ alla pari): una scelta che può aprire possibilità molto interessanti per tutta la famiglia, ma che allo stesso tempo spesso porta con sé dubbi, domande e il bisogno di capire come prepararsi in modo consapevole.

    Attraverso le testimonianze di alcune famiglie che hanno fatto questa esperienza, esploriamo i passaggi chiave per orientarsi nella scelta: dalle motivazioni agli aspetti pratici, fino alla gestione dei confini e degli equilibri quotidiani.

    Quattro genitrici (che stimo molto) condividono i passaggi pratici da considerare per arrivare a una scelta valida per la propria famiglia. Raccontano anche cosa, nella quotidianità, ha funzionato, cosa è stato più faticoso e quali consapevolezze sono emerse lungo il percorso.

    Alla fine dell'episodio, vi lascio un contributo di Najwa Saady, la nostra persona di riferimento per il multilinguismo, che ci aiuta a riflettere su come l'au pair possa diventare un’opportunità di immersione linguistica autentica, basata sulla relazione e sullo scambio quotidiano, non solo per i bambini, ma per tutta la famiglia.
    🎁 Risorsa bonus! Su La Tela, sotto l'episodio vi lascio uno strumento pratico e di ispirazione per creare le vostre linee guida familiari da comunicare alla persona au pair.
    Francesca Deane ci ha raccontato che ha predisposto questo documento con alcune linee guida importanti per la sua famiglia, da consegnare di volta in volta alle au pair. Così abbiamo pensato di offrirvelo come esempio concreto: se vi va, potete adattarlo e usarlo come base per creare le vostre linee guida.

    Un grazie speciale a Milena, Paola, Francesca, Sara e Najwa per le loro generose condivisioni.

    :: I punti salienti dell'episodio:
    00:00 Introduzione e benvenuto
    02:48 Esperienza di Milena
    12:07 Esperienza di Paola
    19:33 Esperienza di Francesca
    30:35 Esperienza di Sara
    39:08  Intervento di Najwa per i benefici del multilinguismo
    46:26 Chiusura di Carlotta e saluti

    :: Nell'episodio menziono:
    L'Ep. 232 del podcast di Francesca Deane «Healthy Busy Life»;
    Il progetto La Tela Ambassador;
    Il servizio 1-a-1 su La Tela.

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  • Educare con calma

    265. Non accetto che mi tratti così: differenza tra minaccia e confine personale

    17/04/2026 | 21 mins.
    In questo episodio di Educare con calma esploro un confine (sottile ma essenziale) che può trasformare davvero il nostro modo di educare: la differenza tra punizioni e minacce e il far rispettare i propri confini personali.
    Parto da una mia conversazione con una mamma che si trovava a gestire una bimba sul ponte dei sei anni e un neonato appena arrivato, e che faticava a riconoscersi nel modo in cui reagiva alle parole aggressive di sua figlia.
    Quello che le ho detto, e che vi racconto qui, è questo: proteggere i propri confini non significa tornare indietro alle punizioni. Significa ricordarsi che, dentro la relazione, ci siamo anche noi.
    La differenza, in apparenza sottile, è enorme nella pratica. L'espressione di un confine personale, di un bisogno reale, insegna ai nostri figli a riconoscere come vengono trattati e a scegliere, nel tempo, come vogliono essere trattati a loro volta.
    Nella seconda parte dell'episodio vi offro anche una guida pratica per orientarvi in questi momenti, tratta da una delle lezioni del Percorso per Educare a Lungo Termine.
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About Educare con calma
"Educare con calma" è un bel principio di cui a me, per natura, mancava solo un dettaglio: la calma. Questo podcast è un resoconto del mio viaggio interiore di genitore — non ancora finito — per arrivarci. Mi chiamo Carlotta Cerri e questa è la mia ragnatela di pensieri che so sempre dove iniziano e mai dove finiscono. Parlo di genitorialità a lungo termine, disciplina positiva, Montessori, multilinguismo, viaggiare a tempo pieno con bambini e fare homeschooling —di quelle vite imperfette, che si sbaglia e ci si perdona.
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