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Dicono di te

Malcom Pagani - Chora e Tenderstories
Dicono di te
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  • Dicono di te

    Paola Pitagora: «Sono sempre stata una grande fuggitiva»

    25/06/2026 | 1h 9 mins.
    Ep. 144

    Secondo lei, «la vecchiaia è un regalo», un momento della vita in cui la memoria si trasforma in un flusso libero e guizzante, capace di restituire intatti frammenti di un'esistenza straordinaria vissuta sempre da «grande fuggitiva».

    In questa intervista con Malcom Pagani, Paola Pitagora, all'anagrafe Paola Gargallo, ripercorre decenni di storia italiana e di spettacolo: dai ricordi d'infanzia nella Roma del dopoguerra agli anni folli e turbolenti con i pittori della "scuola di Piazza del Popolo". L'attrice snocciola retroscena, dalle prime «15mila lire a sera» guadagnate come figurante accanto a Renato Mambor, sul set de "La Dolce Vita", alla «peggior cazzata» degli esordi per cui, su suggerimento di Franco Cristaldi, fu spedita a Belgrado per farsi notare dal regista Gillo Pontecorvo che sul set di "Kapò" la liquidò, intimandole di dover perdere almeno «una quindicina di chili» per sperare di ottenere un ruolo. Paola Pitagora svela con lucidità anche i lati più oscuri del successo, dalla genesi de "I pugni in tasca" con Marco Bellocchio e l'irrequieto Lou Castel, un cult eversivo girato gratis, al peso insostenibile delle calunnie subite dopo il trionfo televisivo ne "I Promessi Sposi". Tra il rifiuto dei compromessi che l'ha resa «una grande fuggitiva» e le furiose liti di gelosia finite lanciando un materasso dalla tromba delle scale, Pitagora guarda al futuro senza rimproverarsi nulla se non di essere stata poco pianificatrice, augurandosi che la fine sia breve e trovando la sua personale forma di meditazione nella quiete della solitudine e nel lavare i piatti.
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  • Dicono di te

    Fiorenza Sarzanini: «Non è morto il cinema, non è morto il giornalismo, non è morta la letteratura»

    18/06/2026 | 1h 18 mins.
    Ep. 143:

    Secondo lei, per fare questo mestiere, «nei posti bisogna starci».

    In questa intervista con Malcom Pagani, Fiorenza Sarzanini racconta un’infanzia scandita dagli squilli notturni del vecchio telefono SIP e dai ricordi di un padre cronista. Dalle prime cronache di quartiere scritte nascosta «dietro l'armadio dell'archivio» del Messaggero, la condirettrice del Corriere della Sera intreccia la sua storia e i suoi drammi a quelli del Paese: l’anno dell'anoressia affrontato a ventitré anni senza mai smettere di lavorare, la scelta di sfilare in mezzo agli autonomi durante il G8 di Genova nel giorno della morte di Carlo Giuliani e l'immedesimazione nel dolore delle madri dell'Aquila. Tra il rifiuto dei social per proteggere la propria credibilità professionale e la paura quotidiana di subire un "buco" dalla concorrenza, Sarzanini rivendica una «passione sfrenata» che la tiene in servizio ventiquattro ore su ventiquattro, confessando che l'unico modo per trovare un po' di pace è staccare il telefono e immergersi nel silenzio del mare.
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  • Dicono di te

    Anna Foglietta: «Quando mai l'arte ha chiesto il permesso di entrare nella testa delle persone?» | LIVE Story Tour

    11/06/2026 | 41 mins.
    Ep. 142:

    Dice che a lei del «cliché di un femminile rassicurante» non glien'è mai fregato niente.

    In questa intervista con Malcom Pagani, Anna Foglietta si racconta a partire dal suo legame viscerale con Napoli, che dice essere la sua seconda città, un amore a lungo appesantito dai racconti materni di un dopoguerra di «distruzione, sopraffazione, fame, miseria e abusi». Foglietta spiega di aver fatto propri quei traumi finché la terapia non le ha aperto gli occhi: «Guarda che non è la tua storia». Dalle prime esperienze sul set affrontate con l'ansia legata al «tema della restituzione», l'attrice attraversa le nevrosi e le ferite del suo percorso. Tra il rifiuto per un cinema ruffiano fatto per «compiacere un gusto rassicurante dello spettatore» e il miracolo di un amore nato scrivendosi su Facebook diciassette anni dopo il liceo, Foglietta guarda al futuro convinta che «le vite davvero si possono giudicare solo alla fine», augurandosi però di non smettere mai di emozionarsi davanti a un talento quando «non è addomesticato».

    Questa puntata è stata registrata live all'appuntamento di Napoli di Story Tour, la rassegna di eventi itinerante che porta le voci più importanti e le storie più coinvolgenti e sorprendenti in giro per l’Italia, un ciclo di eventi firmato Chora Media, Will Media e Enel che porta l’energia del racconto in tutta Italia.
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  • Dicono di te

    Coez: «Piccole conquiste, piano piano... erano mattoni»

    04/06/2026 | 1h 28 mins.
    Ep. 141:

    «Giravo per la città e più il mio nome si vedeva e più... io esistevo. Esatto, io esistevo», dice lui, che ha cominciato a comunicare con il mondo facendo graffiti sui muri dei tunnel della metropolitana di Roma.

    In questa intervista con Malcom Pagani, Silvano Albanese, in arte Coez, ripercorre una carriera che definisce un «miracolo d'ostinazione». Ricorda l'infanzia e le decisioni che lo hanno portato a scrivere testi rap e lo scontro decisivo con un severo professore di fisica che lo gelò chiedendogli: «Ma tu come ti vedi tra dieci anni?». Per costruire quella risposta, Coez ha fatto il facchino, montato palchi fino alle sue prime collaborazioni con Riccardo Sinigallia e Niccolò Contessa, creando un ibrido inedito tra rap e cantautorato. Rifiutando la scorciatoia dei talent show, oggi vive la fama con cautela per non perdere la "vita normale" da cui nasce la sua scrittura, ma ammette di non voler dimenticare le ferite del passato: «Non ci passo sopra con la pialla a certe cose».

    Coez sarà in tour a partire dall'8 luglio per portare dal vivo il terzo capitolo del suo format cult "From The Rooftop", un progetto che nel tempo è diventato una delle espressioni artistiche più riconoscibili e autentiche del suo percorso, per poi proseguire con 13 date autunnali nei teatri italiani.
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  • Dicono di te

    Massimiliano Fuksas: «Finisce sempre così. Finisce sempre male il successo»

    28/05/2026 | 1h 28 mins.
    Ep. 140:

    Quando gli chiedono "che cos'è l'architettura", lui risponde sempre in modo diverso. Questa volta ha detto che «è il tentativo di prolungare la vita oltre i limiti del giorno». 

    In questa intervista con Malcom Pagani, Massimiliano Fuksas ripercorre le tappe di una storia familiare che definisce un «imbroglio» di identità ancestrali, divise tra Lituania, Russia e Austria. Fuksas ricorda una giovinezza irrequieta, vissuta tra pittura e incontri straordinari, dall'apprendistato a bottega dal «burbero» Giorgio De Chirico al viaggio a Cuba dove il mito di Che Guevara si scontrava con la realtà dei tagliatori di canna da zucchero, fino alle cariche della polizia a Valle Giulia affrontate indossando un pullover arancione. Fuksas rievoca le partite a pallone in cui lui era il numero 10 e Pier Paolo Pasolini l'ala destra, l'antipatia viscerale per Alberto Moravia, che considera «un uomo di potere», e l'incontro fatale in Piazza della Rotonda con la moglie Doriana, conquistata promettendole un viaggio in America. Infine, rivendica la sua indole solitaria e la necessità vitale di consumare progetti: avere almeno un'idea nuova al giorno, sostiene Fuksas, è l'unico modo per continuare ad alimentare la suprema «illusione della vita».
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About Dicono di te
“Ti andrebbe di concedermi un’intervista?” Le persone alle quali abbiamo posto questa domanda sapevano quanto sia difficile e ingannevole raccontarsi. Qualcuno ha detto di sì, istintivamente. Altri hanno preso tempo. Alla fine hanno deciso di farlo comunque e in “Dicono di te” hanno riportato alla luce eventi inediti delle proprie biografie spesso già note ed esplorate. E mentre raccontavano si sorprendevano di poter scavare così a fondo nella memoria tirando fuori ricordi dimenticati della loro esistenza. Cantanti, attori, scrittori, registi, sceneggiatori si sono seduti su un divano e hanno iniziato ad ascoltare e ad ascoltarsi. Le conversazioni che ascolterete in Dicono di te sono tenere, sincere, ruvide, inattese, spiazzanti e sentite. Dalle finestre entrano in rumori, dalla voce degli intervistati esce la vita. Ogni venerdì una nuova vita, una nuova storia in questo podcast di Chora Media e Tenderstories, con la voce di Malcom Pagani. “Dicono di te” è disponibile su tutte le piattaforme audio e sul sito e app del Corriere della Sera. “Dicono di te” è un podcast di Chora News prodotto da Chora Media e Tenderstories. Scritto da Malcom Pagani. In redazione: Flavia Bevilacqua. Il producer è Alex Peverengo. La post-produzione e il montaggio sono di Maurizio Stanzione e Lucrezia Marcelli. Musiche su licenza di Universal Music Publishing Ricordi Srl e di Machiavelli Music
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