Ep. 135:
Rivendica di essere stata la «prima attrice veramente nevrotica del cinema italiano».
In questa intervista con Malcom Pagani, Giuliana De Sio ripercorre un'infanzia inquieta, segnata dalla scoperta dell'alcolismo della madre e culminata in un «gioco macabro»: un tentato suicidio con un flacone di sonniferi, dettato più dal «bisogno di rischiare» e fare rumore che dalla reale volontà di morire. De Sio ricorda l'amore con Alessandro Haber, con le fughe nei portoni per l'imbarazzo di fronte alle sue intemperanze, la storia profonda con Elio Petri, uomo di «grandissima eleganza» morto tragicamente mentre lei era sul set con Massimo Troisi, e il surreale provino al buio con Jean-Luc Godard, abbandonato e mandato a quel paese senza troppi complimenti. Il suo racconto arriva fino al misterioso ostracismo subìto dal cinema dopo la vittoria del secondo David di Donatello, forse per la colpa di non essere «mai stata da sistema», perché recitare, per lei, non è un lavoro, ma un «modo per svoltare l'angoscia della vita».
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