Ep. 139:
Anche se al teatro è approdata tardi, sente che il rito e la dimensione itinerante del palco appartengono alla sua anima e non ne avverte la fatica, perché ogni sera, tornata a casa, insegue quell’«attimo prodigioso» capace di farla sentire viva e ancorata al presente.
In questa intervista con Malcom Pagani, Violante Placido ripercorre un percorso iniziato dopo aver abbandonato l'ambizione delle gare di equitazione, dall'infanzia folgorata al cinema da “E.T.” all'improvviso trasferimento a Los Angeles con la madre, dove studiava «come una formica» all'Actor's Studio inseguendo il mito di Marilyn Monroe. In questa conversazione, l’attrice ricorda l'esordio acerbo in “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, i faticosi «no» detti per rifiutare l'etichetta limitante di «bella e stronza, e la scoperta del padre Michele nelle inedite vesti di regista «durissimo» sul set di “Ovunque sei”. Oggi, fresca di cinquant'anni, un numero che ignora felicemente perché dice di avere «un senso strano del tempo», rifugge la smania contemporanea di condividere ossessivamente il proprio privato, continuando a difendere la sua libertà: il privilegio faticoso di «non farsi condizionare dagli altri».
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